Kiwii e ostriche,cinghiale in dolce-Forte, coda alla vaccinara… Gli abbinamenti che pensavi fossero da PAZZI.

Ora e da un po faccio il cuoco!! !, forse perche’ sono un mite esploratore, o solo perche’ vago tra la non stupidita’ dei miei contemporanei e la loro limitata visione…ignorante e pigra.. Sciatti forestieri di un piccolo MONDO interiore che non li asseconda se non per compassione, gente Sola e impaurita che vive di dispetti pensando di essere immortale.

Io dal Canto mio ho sempre pensato di cucinare per sperimentare,sbagliando nel giudicarmi. .non comune seguivo il mio olfatto e gusto..il mio istinto voleva parlarmi. .gli altri mi giudicavano nel mio pazzo atteggiamento. ..Ma non sapevo Cosa fosse quel richiamo.. Poi ecco perché mi sentivo sporco, mancava qualche pezzo al puzzle.Grazie all studio… .

Oggi si conoscono I cinque sensi gustativi presenti nelle papille in bocca. .Salato, aspro, dolce, Amaro e umami..ma pochi sanno che questi recettori comunicano con il nostro cervello. .e in una combinazione con I recettori olfattivi che analizzano le molecole volatili che si sprigionano dal piatto di almeno 400 diversi tipi diversi, si possono distinguete 10.000 odori differenti, questo crea il giudizio complessivo di un piatto.. Spunto preso dal blog di Dario Bressanini, che vi consigli di seguire.Senza saperlo siamo ispettori!!!,di una Guida interiore non di qualche rivista enogastronomica.

Quindi in poche parole per I piu’ semplici… Un piatto che noi pensiamo di improbabile abbinamento nella realta’ si e’ scoperto che il piu’ delle volte a delle molecole in comune… E questo genera in noi un abbaglio e quindi quel lampo di genio nel dire OK Salmone e liquirizia vanno bene insieme. E’ una selezione del nostro cervello che si svilluppa sempre piu’ creando abbinamenti inusuali, che poi per I piu’ paesani saranno il diavolo…ma ricordate tanti dei vostri piatto tipici sono frutto di questo meccanismo che grazie Alla scienza oggi possiano spiegare e comprendere sempre di piu’.

Guarda il cinghiale in dolce-Forte Toscano o la coda alla vaccinara Romana dove si utilizza il cacao o in diversi il cioccolato… Le molecole del cacao e della Carne si contemplano e si trovano. Noi creiamo le nostre ricette. .la fame le ha assecondate. La storia si studia ma si deve legare alla realta’ scientifica…poi quello che noi chiamiamo Destino e’ un fatto di sistemi che non spetta a me giudicare… Ma direi che il presente, passato o futuro sono nomi un poco limitati. Mangiate e scoprite sempre nuovi gusti, non ci si deve accontentare MAI. Per I piu’ limitation. ..non esiste solo la Carbonara o la Pasta e fagioli.. Il MONDO e’ un intreccio di sapori e odori inestinabili…aprezziamoli.

Immagine Presa da internet articolo neuroscienza
Laura M.

Per un pugno di telline

Regola d’oro,nella vita contano I Soldi… Mai niente di piu’ sbagliato…I Soldi sono come il Miele sul cioccolato troppo dolce. No!!!, vi piace?, mangiatelo… La dipendenza dal denaro a portato il genere umano a lottare per salvare no la propria vita,ma la propria dignita’!!!.. Basterebbe essere giusti e tante cose potrebbero poco alla volta cambiare. Per un pugno di telline, come ORO sul fondo del mare, la ricchezza trova spazio in un gesto di mirabile e feconda calma,tanto buono uno spaghetto con le telline e visto che ci sono..

100g di spaghetti buoni

Un pugno di telline spurgate

1 spicchio di aglio

Un filo di olio

5 ciliegini

Un ciuffo di prezzemolo

Una macinata di pepe Nero finale

Un pezzetto di peperoncino rosso

A voi procedere come volete

Ricordate solo che le telline devono avere molto calore per aprirsi e non lasciatele con poca acqua di governo, aiutatevi con dell’acqua della pasta non salata per trovare la giusta misura.

Le regole d’oro per un ristoratore di successo

Foto stewe McCurry

La ristorazione non e’ un passatempo, la ristorazione non e’ un gioco di parti, la ristorazione non e’ un gomitolo di Lana con il quale giocare a fare una maglietta al ferretto, la ristorazione e’ fame di solidarieta’, la ristorazione e’ conoscenza, la ristorazione e’ l’ingrediente mancante in uno spaghetto al pomodoro.Ci vuole capa sul cervello.

Un buon ristoratore deve:

Conoscersi nel proprio animo piu’ profondo.

Essere professionale.

Saper mangiare.

Essere Imparziale. Quasi mai ci riescono.

Saper bere.

Saper emozionarsi.

Saper Gestire il personale.

Non dimenticarsi di communicate con il personale attraverso dei brifing. “SERI”.

Non agitarsi inutilmente e poi come se nulla fosse ritrovare un atteggiamento di falsa normalita’.

Capire quando e’ il momento di tagliare con qualcuno e il modo legale e piu’ giusto per farlo.

Studiare e aggiornarsi attraverso I mass media d il Mercato.. Le nuove mode ristorative,nuove idee,aggiornare I dipendenti e Informare I clienti educarli a mangiare e bere Sano.

Non vedere fischi per fiaschi.

Non derubare I propri dipendenti.

Non abusare di sostanze non lecite.

Non alcolizzarsi.

Non sparire per piu’ giorni lasciando il locale in Mano ai dipendenti.

Non morire prima di aver pagato il mensile🤣.

Mangiare con I dipendenti.

Aprire e chiudere lui il ristorante.

Mettersi sempre in gioco.

Non pensare questo serve e questo no, tutto nella ristorazione fa brodo

Utilizzare un software per aiutarsi nella gestione merce e personale.

Essere educato, ma severo se serve.

Rispettare tutte queste regole.

Non Rispettare nessuna di queste regole se qualcuno ti prende in Giro, e tu Hai fatto tutto per impedirlo.

Essere un LEADER non e’ facile,un leader sa gestire tutto il personale no solo alcuni e sa vedere dentro ognuno di loro per capire Cosa e’ meglio fare. Non spettegola, non si ferma, non si arrende, non si limita. . Prova e riprova, perde con dignita’. L’esperienza fa un buon RISTORATORE. Oggi e’ raro vedere qualcuno che sa fare tutto questo.

La rabbia uccide, il modo unico per liberarsene e conoscersi ogni giorno.

Le prese in Giro non portano da nessuna parte e chi crede di essere piu’ furbo di un Altro si sbaglia. . Il circolo sempre quello e’!!! Cambiarlo spetta a Noi.

I pochi che ci riusciranno faranno bingo.

IL mio comfort food

Parmigiana

Non c’e’ una Sola Cosa che non MI rende felice come una buona parmigiana

Fatta con melanzane nere o violette, fritte in abbondante o poco olio,passata nell’uovo oppure no.. .la parmigiana e’ sempre la parmigiana.

Buona calda o fredda, a pranzo o Cena, nel piatto o nel tegame,con poco o piu’ sugo.. .Non ce’ ne per nessuno.

Di Parmigiane e buone ne ho mangiate,alcune sopratutto al Sud ripiene con prosciutto cotto e provola. . Ma l’incontro tra melanzane fritta, salsa di pomodori, basilico e Parmigiano, con qualche pezzetto di mozzarella non ha valore. Patrimonio dell’umanita’. Non scordiamoci le nostre origini MAI. Siamo cio’ che mangiamo.. E noi Italiani abbiamo una penisola no ricca di piu’! ! Di prodotti enogastronomici UNICI.

Suprema di pollo ripena di provola, prosciutto cotto e melanzane grigliate

Suprema con cipolla in agrodolce e lattughino

Prendere un petto di Pollo intero, apritelo a libretto e farcitelo con prosciutto cotto e provola a dadini,aggiungete un trito di melanzane alla griglia conduits con olio e sale. Legate con un filo a modo porchetta… Rosolate in padella antiaderente con un filo di Olio e del rosmarino fresco, infine tagliate in tre parti. .finite la cottura in forno. A parte Rosolate una cipolla Rossa tagliati molto sottile con un filo di olio,a meta’ cottura aggiungete 1 cucchiaio di zucchero e un bicchierino da caffe’ di aceto di vino, finire la cottura per 10/15 minuti, aggiungere un pizzico di sale e servire con il pollo e del lattughino fresco.

Il rapporto con il datore di lavoro.. 10 regole da non infrangere per una Sana convivenza.

1: Sentirsi sempre dalla parte giusta non guasta mai! !!. Per rapportarsi con il proprio datore di lavoro occorre capire i propri ruoli e da che parte della giostra si e’. Un datore giovane o con qualche anno di esperienze in piu’ non puo’ sperare di trarre in inganno in maniera subdola un dipendete magari amico o conoscente di infanzia, solo per raggiungere I propri scopi da guerriero dell’ultima ora.

2:Non uscire mai a bere dopo il lavoro con il proprio datore, se non per motivi di lavoro. Ricordati alla fine sei sempre una pedina. A rimetterci tempo e pazienza Sarai solo tu.

3: Non scappare mai davanti a dei problemi, affrontali con la giusta calma e non tenerti tutto dentro per poi sbottare alla fine come un vulcano. Se pensi di avere RAGIONE, parlane piu’ e piu’ volte.

4:Non si condivide la vita privata con il datore, ne sul piano materiale ne comunucativo.. E’ un Arma a doppio taglio.

5:IL datore non e’ un amico,ma un Datore di lavoro, poca confidenza e poche chiacchere inutili. I fatti parlano!!.

6:LA RAGIONE e’ sempre nel mezzo, ne all’inizio, ne Alla fine.. Esistono gli avvocati a posta.

7:Mantenere sempre la calma quando si e’ mobbizzati.. Il resto verra’ da se!!!.

8:Non esiste un Datore uguale all’altro.. Anche se ci si trova in una societa’. . Essere sempre se stessi con tutti.E non avere timore di perdersi per strada.

9:Sei importante come un cliente. Se perdono te, perdono un capitale elevato sul quale hanno investito tempo e formazione.. se perdono un cliente perdono ugualmente ma la ferita si puo’ sempre rimarginare! !.

10:Non sparlare con il titolare dei colleghi o dei clienti…le chiacchere non fanno mai bene all’attivita’. La sana comunicazione si! !.

Potrei continuare ma la regola delle 10 regole mi e’ sempre piaciuta. Il solo modo per avere in rapporto Sano a lavoro secondo me,e’ essere se stessi senza riserve.

In futuro scrivero’ un articolo sui doveri di un datore o di un management.

Diffidenza nemica delle relazioni.

La diffidenza e’ quella sensazione negativa che abbiamo nei riguardi di una persona o di una situazione.

Spesso accade che a forza di cercare un difetto in un altro si trova quello che si vuole!!! !, solo per rassicurarci e dire ad Alta voce:”Vedi avevo RAGIONE”. . Il diffidente perde cosi’ il controllo di un componente principale, ovvero il fatto che lui o Lei si rispecchiano senza neanche accorgesene in quel soggetto, forse per cause personali o familiari present o passate..a rimetterci!?, le relazioni personali. …e se questa situazione si crea in un contesto lavorativo, la situazione e’ ancora piu’ grave, perche’ di difficile convivenza e gestione,si intervene di solito con rigidita’ e umiliazioni inutili che provoca rabbia e disagi.

Trovare reali delle prove sospette solo perche’ si distroce la realta’ dal suo Vero Ed empatico Punto di Vista, quindi ostinarsi nel vedere con occhi ignorant una persona porta il diffidente a svelarsi.. ovvero lo spaccone che si sente anche furbo, mostra le sue insicurezza e fragilita’.

Vogliamo parlare del danno recato con la sua diffidenza.. Incalcolabile sul piano lavorativo ma sopratutto umano perché?, provate a pensare a un cavallo zoppo sulla linea di partenza di un gran prix… Sai quante ne verranno dette! ! !. Ma il danno non e’ solo su quella gara, ma sul team in competition anche per le future.. .ma forse I diffidente non sanno che il cavallo deve per forza mettersi in partenza e poi subito fermarsi per un regolamento Ben preciso… Ovvio questo e’ un esempio, forse anche stupido ma ci deve far ragionare sul fatto che se si parla a vanvera si rischia di fare piu’ male.. e di vedere poi quel pensiero che avevamo verso una persona realizzarsi. Non ha nome questo atteggiamento.. .Solo STUPIDITA’.

L’inconsapevolezza del diffidente lo portano a vedere le proprie fragilita’ rispecchiandole sugli altri .. Pensando che questi lo vogliono raggirare per ottenere dei scopi.Ripeto forse per fregature passate, ma il dramma e’ che nel suo atteggiamento come cellule malate si creano altri pregiudizi,un circolo VIZIOSO.

Se non ci si conosce si resta ingabbiati e non si e’ liberi di scegliere cio’ che e’ meglio… non servono le crisi isteriche o DOPPI GIOCHI SCORRETTI, servono cambiamenti interiori, prese di posizioni sane e consapevoli e mirate nel contesto. Ma I Giovani di oggi, sono un po troppo PIGRI per accorgersi del male che stanno faccendo al loro ESSERE,troppo presi a sparlare e giudicare, chiuso nel loro PICCOLO MONDO.

I rapporti umani sono la base interrativa del nuovo modo di vivere, occorre essere relativisti e trovare il giusto COMPROMESSO, saper ACCOGLIERE, perche’ ad esempio in un luogo dove si somministrano cibi e bevande la clientela si renda conto di essere un CLIENTE e non un INTRUSO.. Solo perche’ a te magari ristoratore ti gira male o hai dei complessi di INFERIORITA’, e non vedi la realta’. Ma la devi GIUDICHICARE PER SFIDA O BISOGNO DI SAZIETA’ MENTALE, COME UNA DROGA CHE TI PORTA A FALLIRE MISERAMENTE NEI RAPPORTI. LA CURA, PER ME… LO STUDIO E L’UMILTA’…FATTO CON STILE COSA ORAMAI RARA.

Marmellata di More selvatiche

More selvatiche

1 kl di more selvatiche, prendere le piu’ succose.

Lavatele per bene con del bicarbonato e sciacquatele piu’ volte, asciugatele per bene e porle in un tegamino dal fondo spesso,per 1 kl di more aggiungete 500g di zucchero semolato o di canna se preferite.

Accendete e lasciate cuocere dolce mente per 30 minuti,girate di tanto in tanto e quando avrete raggiunto una densita’ giusta,spremete mezzo succo di limone e spengete. A voi la scelta se volete frullarle o lasciarle intere con i semi o passarle al passaverdura.

Sterilizzate un barattollo in acqua, asciugatele al forno e riempite per bene premendo con la marmellata ancora calda.. Pulite per bene i bordi e chiudere con il tappo switch off.. capovolgere fino a completo raffredamento, o mettere a bagno Maria partendo da acqua tiepida,verificate una volta terminato che il tappo sia in vuoto.

Consumare con pane caldo e burro di malga.. O con un pesce di acqua dolce alla brace.. O Ancora con un filetto di maialino bardato con guanciale e rosmarino cotto sul barbecue.

IL fatturato va male quando il rapporto non funziona.Manca il soft skills.

Spesso, troppo spesso oramai vedo aziende ristorative cadere a picco.

IL motivo quasi sempre e’ il cagionevole rapporto tra due o piu’ parti. Questo implica chiusura della comunicazione e di conseguenza una falla,che se non aggiustata in tempo vedra’ cadere a picco la barca giu’ in Fondo a un mare di DEBITI.

IL motivo:”la mancanza del SOFT SKILLS,ovvero delle abilita’ per risolvere un problema”.

Sarebbe molto piu’ facile ascoltare I conflitti interiori o estetiori che emarginarli e create infezioni a volte mortal per UN’AZIENDA.

Tipo:

Essere autocritici per migliorarsi.

Essere flessibili per trovare piu’ vie di salvezza.

Possedere un buon SLOVING PROBLEM,quindi risolvere i problemi che si pongono in maniera veloce e indolore ma con stile e professionalita’.

Avere perseveranza e attitudine alla crescita.

Avere fiducia in se stessi.

Saper promuovere il proprio lavoro, lavorando in gruppo e mostrando abilita’ communicative, gestendo I conflitti con leadership.

Bisogna essere costrutivi e non distruttivi. Un Vero management sa gestire tutti I rapporti umani perche’ sa che la vincita alla lotteria dipende al 65% da questo, il restate da competenza tecniche.

Tante volte questo non accade perche’ ci si trova a lavorare con persone chiuse e insicure. . quei blocchi emotivi uccidono la mente e poi in fine portano alle paranoid che la fanno da padrone, altre volte ci si trova a lavorare con titolari carogne che vivono sulle spalle dei dipendenti come sanguisughe,hanno dei buoni insegnanti!!!!.. . e di trovare dipendenti purtroppo anche giovani che sono dei parassiti che si approfittano della situazioni e imparano fin troppo spesso a non essere in grado di gestire dei rapporto seri e duraturi sul luogo di lavoro. . Se non con troppa IPOCRISIA. Questo provoca malattie e disagi che portano alla ROTTURA. Ma PERCHE’?.. La risposta non e’ cosi’ facile come potrebbe apparire, il problema risiede molto piu’ in profondita’.. .la societa’ cambria si evolve con una rapidita’ incredible, siamo un frutto gia’ da vogliere ancora prima di essere stato piccolo,non sara’ buono ma commestibile, questo eufemismo per farvi capire come I piccoli gesti possono donare setenita’ e un poco di affidabilita’ magari anche davanti lo sdegno di un fallimento. Bisogna guardare in faccia la realta’ e non avere paura di mostrarsi per quello che siamo.. E non per quello che ci vogliono far credere gli Altri..vedrete che poi tutto alla fine si sistema. Dolore=sofferenza+comunicazione=stress÷visione di insieme=paura di giudicare o essere giudicati=😊 solo per chi sa essere felice, ironico e poi lo stress esaurito portato dell’esperienza, ci insegnera’ tanto sul lavoro quanto nella vita a essere migliori. . SI SPERA!!!!.

Ahhh un buon psicologo alla fine fa comodo🤣🤣🤣🖐️.

I miei pomodori essiccati

San marzano al sole

Sotto il sole di Agosto oramai verso la fine o comprato dei san marzano Belli rossi e sodi, quelli piu’ poveri di ammaccature.

Dopo averli lavati e asciugati per bene, li ho tagliati a meta’ e adagiati su un cestino di vimini con alla base un foglio di Carta forno.

Li ho cosparsi di sale grosso, poi tocca al sole questo dara’ il suo tocco unico, ogni giorno li Giro e Vado avanti cosi’ per tre/Quattro giorno.

Quando saranno secchi e privi di umidita’… Avro’ il risultato sperato. ..se girano mosche coprire con una retina a maglie fine.

Si conservano in un luogo asciutto o si mettendoli sott’olio, condendoli con capperi, aglio e prezzemolo.